Articoli Regolamento

Art. 12 – Diritti e doveri delle studentesse e degli studenti

  1. I diritti ed i doveri delle Studentesse e degli Studenti sono ispirati alla promozione del processo formativo della loro personalità e sono riconducibili, in particolare, a quanto enunciato negli art. 2 e 3 dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti di cui al D.P.R. 24 Giugno 1998 n. 249 e successive integrazioni e modifiche apportate all’art. 4 con l’art. 1 del D.P.R. 235/07.
  2. Le studentesse e gli studenti hanno diritto alla tutela ed alla valorizzazione della propria identità personale, culturale, etnica e religiosa e ad un’educazione fondata sul rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, resi concreti nella convivenza democratica, solidale e rispettosa della comunità scolastica.
  3. Le studentesse e gli studenti hanno diritto ad una formazione culturale qualificata che rispetti e valorizzi, anche attraverso l’orientamento, l’identità di ciascuno e sia aperta alla pluralità delle idee.
  4. Compete alle studentesse e agli studenti essere informati in maniera chiara e completa sul funzionamento dell’Istituto, sugli obiettivi didattici ed educativi, sui criteri di valutazione, sui programmi e sui contenuti dei singoli insegnamenti.
  5. Le studentesse e gli studenti hanno diritto a riunirsi in assemblee di Istituto, di corso e di classe, nei limiti e  nelle modalità successivamente fissate nel presente regolamento, per dibattere temi di interesse comune, culturali o scolastici riguardanti il mondo giovanile. Lo stesso dicasi per il diritto di associazione previsto dall’art. 2, comma c dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti.
  6. Le studentesse e gli studenti sono tenuti ad essere puntuali in classe e a frequentare con regolarità ed impegno le lezioni, partecipando alle attività comuni; debbono assolvere assiduamente gli impegni di studio nel rispetto delle norme contenute nel presente regolamento. Le modalità di ingresso in ritardo o di uscita anticipata sono definite in un successivo articolo del presente regolamento.
  7. Le studentesse e gli studenti sono tenuti ad avere nei confronti di tutti gli appartenenti alla comunità scolastica lo stesso rispetto, anche formale, che richiedono per se stessi e, nell’esercizio dei loro diritti e nell’adempimento dei loro doveri, debbono mantenere un comportamento corretto e coerente con i principi ispiratori di vita di una comunità educativa e scolastica.
  8. Le studentesse e gli studenti sono tenuti a collaborare fattivamente con le altre componenti della comunità scolastica affinché vengano perseguite le finalità individuali e collettive del corso degli studi.
  9. Le studentesse e gli studenti sono tenuti a portare i materiali e gli strumenti necessari al regolare svolgimento delle lezioni; devono avere la massima cura delle suppellettili scolastiche ed il massimo rispetto di tutti gli spazi e gli arredi dell’Istituto; ciascuna classe è responsabile dell’ordine e della pulizia dei muri e arredi della propria aula.
  10. Le studentesse e gli studenti debbono osservare le disposizioni organizzative e di sicurezza previste nell’ambito dell’Istituto.
  11. Le studentesse e gli studenti che desiderino effettuare comunicazioni nelle classi devono avere la preventiva autorizzazione della Dirigenza.

 Torna all'elenco articoli

Art. 13 – Le Assemblee studentesche

  1. Il diritto di assemblea degli studenti è codificato negli art. 12 e successivi del D. L.vo 297/1994 e nelle disposizioni successive, integrative e abrogative, e si esplica attraverso le modalità definite nelle norme stesse, nonché nel rispetto di quanto previsto dallo Statuto delle Studentesse e degli Studenti di cui al DPR 24 Giugno 1998 n° 249.
  2. Le Assemblee studentesche costituiscono occasione di partecipazione democratica per l’approfondimento dei problemi della scuola e della società in funzione della formazione culturale e civile degli studenti. Possono essere di classe o di Istituto.
  3. E’ consentito lo svolgimento di una Assemblea di Istituto ed una di classe al mese nel limite, la prima, delle ore di lezione di una giornata e, la seconda, di due ore. Altra assemblea mensile può svolgersi fuori dell'orario delle lezioni, subordinatamente alla disponibilità dei locali.
  4. Non possono aver luogo assemblee nel mese conclusivo delle lezioni.
  5. “L’ordinato svolgimento dell’Assemblea d’Istituto o di classe deve essere assicurato dal Comitato Studentesco (Assemblea di Istituto) o dal Presidente eletto dall’Assemblea stessa (assemblea di Istituto o di classe)” (C.M. n. 312 del 27.12.79).
  6. All'assemblea di classe o di Istituto possono assistere, oltre al Dirigente Scolastico o un suo delegato, i Docenti che lo desiderino.
  7. Il Dirigente Scolastico e/o il Docente delegato ha potere di intervento nel caso di violazione del regolamento o in caso di constatata impossibilità di ordinato svolgimento dell'assemblea.

 Torna all'elenco articoli

Art. 14 – Le Assemblee studentesche di classe

  1. La durata dell’Assemblea di classe può essere al massimo di due ore.
  2. L'assemblea di classe non può essere tenuta sempre nello stesso giorno della settimana e nelle ore della medesima disciplina durante l'anno scolastico.
  3. L’Assemblea deve essere richiesta alla dirigenza almeno tre giorni prima della data individuata per lo svolgimento, corredata dalla firma dei Docenti che acconsentono allo svolgimento dell’assemblea durante la propria ora di lezione.
  4. Nella richiesta deve essere indicato l’ordine del giorno dei lavori. In seno all’Assemblea di classe viene eletto un Presidente che vigila sull’ordinato svolgimento della stessa.
  5. Ad assemblea ultimata, gli studenti redigono una relazione su quanto è stato oggetto di discussione. Tale relazione è consegnata in copia al Dirigente Scolastico.

 Torna all'elenco articoli

Art. 15 – Le Assemblee studentesche di Istituto

  1. In relazione al numero degli alunni ed alla disponibilità dei locali l'Assemblea di Istituto può articolarsi in assemblea di classi parallele o in gruppi di lavoro.
  2. L'assemblea di Istituto deve darsi un regolamento per il proprio funzionamento che viene inviato in visione al Consiglio di Istituto.
  3. L'assemblea di Istituto è convocata su richiesta della maggioranza del Comitato studentesco di Istituto o su richiesta del 10% degli studenti.
  4. L’organizzazione e la programmazione delle modalità di svolgimento e delle tematiche oggetto delle singole assemblee sono affidate agli studenti, che potranno operare attraverso una specifica Commissione designata dai rappresentanti di classe o attraverso il Comitato studentesco.
  5. La data di convocazione e l'ordine del giorno dell'Assemblea devono essere preventivamente presentati al Dirigente Scolastico, che appone il visto ed avvisa le componenti scolastiche e, per il tramite degli studenti, le famiglie degli stessi.
  6. L’Assemblea si apre con l’elezione di un Presidente, che decade al termine dell’Assemblea stessa, e con la nomina, da parte del Presidente, della segreteria, che cura la redazione del verbale dei lavori e con la consegna al Dirigente Scolastico di una relazione su quanto è stato oggetto di discussione.
  7. Il Comitato studentesco, ove costituito, ovvero il Presidente eletto dall'Assemblea, garantisce l'esercizio democratico dei diritti dei partecipanti e vigila sull’ordinato svolgimento dell’Assemblea.
  8. Alle Assemblee di Istituto svolte durante l'orario delle lezioni può essere richiesta la partecipazione di esperti di problemi sociali, culturali, artistici e scientifici, indicati dagli studenti unitamente agli argomenti da inserire nell'ordine del giorno – e tuttavia occorre precisare che: i) la partecipazione degli esperti deve essere autorizzata dal Consiglio d'Istituto, ii) il numero massimo previsto per simili Assemblee (con presenza esperti) per anno scolastico non può essere superiore a quattro.
  9. A richiesta degli studenti, le ore destinate alle assemblee possono essere utilizzate per lo svolgimento di attività di ricerca, di seminario e per lavori di gruppo.

 Torna all'elenco articoli

Art. 16 – Il Comitato studentesco

  1. Il Comitato studentesco è formato dai rappresentanti di classe e dai rappresentanti d’Istituto e, previa autorizzazione del Dirigente scolastico, può riunirsi non più di due volte al mese, in orario curricolare, per la durata di un’ora, nei locali dell’Istituto, per predisporre l’ordine del giorno delle assemblee e/o per avanzare proposte inerenti la vita della comunità studentesca. Qualora occorra un tempo più lungo, la riunione avverrà in orario diverso dalle lezioni, nei locali dell’Istituto, compatibilmente con la disponibilità di apertura pomeridiana della scuola.
  2. Il Comitato studentesco collabora con la presidenza dell’Assemblea di Istituto nella gestione dei lavori di questa, curando, fra l’altro, la designazione, prima dell’inizio dell’Assemblea stessa, di un servizio d’ordine.

 Torna all'elenco articoli

Art. 17 – Consultazione degli Studenti e diritto di associazione

  1. Nel caso di decisioni rilevanti, che influiscano in modo significativo sull’organizzazione dell’Istituto, ai sensi dell’art. 2 dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti, viene disposta la consultazione degli Studenti, che può essere preventiva o successiva.
  2. In tali casi il Dirigente Scolastico o un suo delegato fanno le opportune comunicazioni ai rappresentanti degli Studenti in Consiglio di Istituto e nei Consigli di Classe. Trascorsi quindici giorni i rappresentanti vengono riconvocati dalla Presidenza per riferire l’esito della consultazione studentesca, che deve avvenire nell’ambito delle Assemblee ordinarie mensili di classe e di Istituto.
  3. La procedura di cui al comma precedente può essere promossa anche dai rappresentanti degli studenti in Consiglio di Istituto o dai rappresentanti di almeno un terzo delle classi o da un decimo degli studenti.
  4. L’Istituto, ai sensi dell’art. 2 dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti, riconosce e garantisce il diritto di associazione di tutte le componenti scolastiche e ne promuove l’esercizio nei locali scolastici, tenuto conto del presente Regolamento, delle normative vigenti, delle norme di sicurezza e della disponibilità dei locali.
  5. L’Istituto promuove la costituzione di associazioni di ex componenti la comunità scolastica e si propone di coinvolgere le stesse in attività extracurricolari.

 Torna all'elenco articoli

Art. 18 – Diritti e doveri dei Genitori

  1. I Genitori cooperano con le altre componenti alla vita della comunità scolastica e trovano gli spazi per la loro collaborazione nell’ambito degli Organi Collegiali di Istituto, di corso e di classe.
  2. A livello individuale, hanno diritto a conferire con i Docenti negli spazi e nei tempi a tal fine dedicati.
  3. A livello collettivo hanno diritto a riunirsi in assemblea, utilizzando i locali dell’Istituto, ai sensi di quanto disposto dall’art. 15 del D. L.vo 297/1994 e nelle disposizioni successive, integrative e abrogative. In tal caso, almeno sette giorni prima della data di convocazione, deve essere richiesta alla Dirigenza la specifica autorizzazione da parte dei rappresentanti di classe, di corso o di Istituto, a seconda del tipo di assemblea.
  4. La richiesta deve contenere l’ordine del giorno; l’avviso di convocazione, appena autorizzata l’assemblea, può essere diffuso o direttamente dai genitori interessati o dall’Istituto, per il tramite degli studenti, attraverso circolare alla classe o alle classi interessate.
  5. L’assemblea dei genitori deve eleggere, al suo interno, un Presidente, che affiderà ad un Segretario da lui designato la redazione del verbale, di cui verrà consegnata copia alla Dirigenza. Gli interessati o gli assenti potranno chiedere visione del suddetto verbale.

 Torna all'elenco articoli

Art. 23 – Strutturazione dell’orario delle lezioni

  1. L’orario scolastico sarà strutturato in modo da garantire a tutti gli alunni le migliori condizioni di frequenza nel rispetto del tempo scuola previsto dalle vigenti disposizioni per i diversi indirizzi e le diverse classi.
  2. L’orario settimanale risulta articolato secondo le seguenti scansioni:

ore 7,55 – prima campanella; ore 8.00 – inizio prima ora di lezione; ore 9,00 – inizio seconda ora di lezione; ore 10,00 – inizio terza ora di lezione; ore 10,52 – inizio intervallo; ore 11,07 – inizio quarta ora di lezione; ore 12,00 – inizio quinta ore di lezione; ore 13.00– inizio sesta ora di lezione; ore 14.00 – termine sesta ora di lezione.

Torna all'elenco articoli 

Art. 24 – Giustificazione delle assenze, entrate in ritardo, uscite in anticipo
1.  Giustificazione delle assenze:

  1. La giustificazione di tutte le assenze (escluse le assenze collettive e/o arbitrarie, che non saranno giustificate), delle eventuali entrate in ritardo e/o uscite anticipate, deve essere effettuata sul libretto personale rilasciato dalla scuola al genitore (o a chi ne fa le veci) depositario della firma sullo stesso, se l’alunno è minorenne, direttamente all’alunno se maggiorenne.
  2. Nel caso di assenze collettive e/o arbitrarie, il genitore deve dichiarare di essere a conoscenza dell’assenza del figlio e ne deve chiedere la riammissione alle lezioni utilizzando sul libretto la parte riservata alle comunicazioni scuola-famiglia. Analoga comunicazione deve essere presentata dagli alunni maggiorenni.
  3. Ogni genitore, ricevuta ad inizio d’anno la password personale, può controllare, tramite consultazione del registro elettronico della scuola, le assenze, gli ingressi in ritardo, le uscite anticipate del figlio.

2. Modalità di giustificazione delle assenze:

  1. L’insegnante della 1^ ora di lezione esegue il controllo delle giustificazioni.
  2. Tutte le assenze devono essere giustificate dagli studenti il giorno del rientro in classe e devono essere presentate al docente della prima ora. Se l’alunno non è in possesso della prescritta giustificazione, viene comunque ammesso alle lezioni e deve regolarizzare il giorno seguente.
  3. Se l’alunno minorenne il giorno successivo si ripresenta senza la prescritta giustificazione, viene ammesso a scuola ma non alle lezioni, e l’insegnante della prima ora, tramite segreteria, invita il genitore a presentarsi personalmente entro la mattinata per giustificare sul libretto l’assenza del figlio.
  4. Dopo cinque giorni consecutivi di assenza, alla giustificazione ordinaria deve essere allegato certificato medico; senza tale certificazione l’alunno non può essere riammesso a scuola.
  5. Solo nel caso che un periodo di assenza non inferiore a 5 giorni sia stato preventivamente comunicato per iscritto dal genitore (o da chi ne fa le veci), è sufficiente presentare al rientro la giustificazione ordinaria senza certificato medico.

3. Entrate e uscite fuori orario:

  1. Sono consentite ad ogni alunno al massimo dieci autorizzazioni annuali, tra le uscite anticipate e le entrate in ritardo (quattro nel trimestre e sei nel pentamestre), dietro richiesta scritta del genitore o dell’alunno se maggiorenne, annotata sull’apposito libretto.
  2. Nel mese che precede lo scrutinio non sono consentite entrate in ritardo o uscite anticipate, tranne che per situazioni particolari documentate e autorizzate dalla Dirigenza.

4. Regolamentazione delle entrate in ritardo:

  1. Di norma non saranno accolte richieste di entrata in ritardo oltre la seconda ora di lezione; ciò potrà avvenire solo in via eccezionale, per motivi seri e comprovati dalla presenza del genitore, se lo studente è  minorenne, o da una autocertificazione che rimane agli atti della scuola, se maggiorenne.

5. Regolamentazione delle uscite anticipate:

  1. Gli studenti minorenni non possono lasciare l’Istituto senza l’intervento diretto e personale dei genitori o di loro delegati per l’occasione, previa richiesta scritta presentata sull’apposito libretto. Non saranno accettate richieste telefoniche o via email di uscita anticipata.
  2. Gli studenti maggiorenni devono motivare l’uscita anticipata con una autocertificazione che rimane agli atti della scuola.

6. Uscita in caso di evacuazione

  1. In occasione di situazioni di provata gravità che rendano necessaria l’evacuazione, tutti gli studenti, anche minorenni, saranno invitati a lasciare l’Istituto prima del termine delle lezioni, anche senza la presenza diretta del genitore.

 Torna all'elenco articoli

Art. 28 – Danneggiamenti e risarcimento danni
1. Il rispetto dei beni comuni, nel caso particolare dei locali e delle attrezzature della scuola, è dovere civico. Lo spreco si configura come forma di violenza e di inciviltà. Gli studenti sono tenuti ad utilizzare il patrimonio della scuola come bene proprio e bene comune. E’ dovere del personale vigilare continuamente affinché gli alunni non provochino danni a persone o cose.
2. Al fine di evitare atteggiamenti irresponsabili, nel caso di danneggiamenti verranno adottate le norme di comportamento sotto indicate. Esse introducono il principio di corresponsabilità, affinché ciascuno si senta solidale verso i propri compagni.

  • Chi venga riconosciuto responsabile dei danneggiamenti dei locali è tenuto a risarcire il danno;
  • nel caso il responsabile o i responsabili non vengano individuati, sarà la classe, come gruppo sociale, ad assumere l’onere del risarcimento relativamente agli spazi da essa occupati nella sua attività didattica;
  • nel caso si accerti che la classe, operante per motivi didattici in spazi diversi dalla propria aula, risulti realmente estranea ai fatti, sarà la collettività studentesca ad assumere l’onere del risarcimento;
  • qualora il danneggiamento riguardi parti comuni (corridoi, servizi, …) e non vi siano responsabilità accertate, saranno le classi che utilizzano quegli spazi ad assumere l’onere della spesa;
  • se i danni riguardano spazi collettivi (atrio, scale, aula magna, …) il risarcimento spetterà all’intera comunità;
  • è compito del Consiglio d’Istituto procedere alla stima dei danni verificatisi e comunicare per lettera agli Studenti interessati ed ai loro Genitori la richiesta di risarcimento spettante;
  • le somme derivate dal risarcimento saranno acquisite al Bilancio dell’Istituto e destinate alle necessarie riparazioni, sia mediante rimborso – anche parziale – delle spese sostenute dall’Ente Locale, sia – se possibile – attraverso interventi in economia.
  • I danni ai beni dell’Istituto sono risarciti dai responsabili nella misura del prezzo di listino corrente o nella misura del prezzo della riparazione.

 Torna all'elenco articoli

Art. 38 – Modalità dei rapporti Liceo-Studenti e Liceo-Famiglie

  1. Le comunicazioni relative all’organizzazione dell’Istituto (calendario delle lezioni, rapporti scuola-famiglie, elezioni, variazioni di orario, attività parascolastiche, interscolastiche, di progetto, IDEI, scioperi e quant’altro assimilabile) avvengono tramite circolare interna agli Studenti, i quali sono tenuti ad informare le Famiglie; il docente annota l’avvenuta lettura sul registro di classe.
  2. Le stesse informazioni saranno pubblicate  nel sito della scuola: http://www.liceofermi.ms.it,  presso il quale le Famiglie avranno accesso anche al Registro Elettronico, attraverso una password personale a tutela della privacy di ciascun alunno.
  3. Compatibilmente con le risorse dell’Istituto le comunicazioni più significative possono essere date in copia agli Studenti, cui spetta la consegna della stessa alla Famiglia.
  4. Copia delle circolari interne è allegata al Registro delle Circolari dell’Istituto, e sarà posto all’Albo un avviso della nuova circolare. Ciò vale anche per le circolari per gli alunni, distinte da quelle dei Docenti.
  5. Le comunicazioni relative ai singoli avvengono: a) tramite la consegna allo Studente della comunicazione e di una dichiarazione di ricevuta, la quale deve essere firmata da uno dei genitori e riconsegnata agli Uffici Amministrativi dell’Istituto; b) tramite lettera semplice o raccomandata a seconda delle circostanze, con spese a carico del destinatario.
  6. Per le comunicazioni più urgenti, l’Istituto può avvalersi anche del mezzo telefonico.

 Torna all'elenco articoli

Art. 43 – Divieto di fumo
In considerazione dell'interesse primario alla tutela della salute degli studenti, del personale e di tutti gli utenti dell' Istituto il Liceo Scientifico “E. Fermi” si impegna a far rispettare il divieto di fumo stabilito dalle norme vigenti con riferimento al seguente Regolamento concernente il divieto di fumo.

Art. 43.1 – Principi
Il presente regolamento viene emanato al fine di disciplinare il divieto di fumo, ai sensi della seguente normativa:

  1. art. 137 del Trattato di Nizza;
  2. all’art. 32 della Costituzione;
  3. legge 11 novembre 1975 n.584 “divieto di fumare in determinati locali pubblici” e successive modifiche e integrazioni;
  4. decreto legislativo 19 settembre 1994 n. 626 e successive modifiche;
  5. direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 dicembre 1995;
  6. circolare del Ministro della Sanità 28 marzo 2001 “interpretazione ed applicazione delle leggi vigenti in materia di divieto di fumo”;
  7. legge 16 gennaio 2003 n.3 art.51 (tutela della salute dei non fumatori);
  8. accordo tra Ministero della Salute e Regioni del 16 dicembre 2004 (procedure per l’accertamento delle infrazioni e modulistica);
  9. circolare 17 dicembre 2004 del Ministero della Salute “Divieto di fumo nei locali pubblici e privati”;
  10. Decreto legge 12 settembre 2013 n. 104 art. 4 comma 2.

Art. 43.2 – Locali soggetti al divieto di fumo
E' stabilito il divieto assoluto di fumo in tutti gli ambienti dell’Istituto, quindi sia in tutti i locali chiusi che negli spazi aperti all’interno dell’Istituto.

Art. 43.3 – Soggetti preposti al controllo dell’applicazione del divieto
Al Dirigente Scolastico spetta il compito di:

  1. individuare con specifico ordine di servizio più soggetti preposti al controllo dell’applicazione del divieto di fumo in attuazione del suddetto art. 4, comma 1, lettera b) del D.P.C.M. 14/12/1995;
  2. organizzare la raccolta degli eventuali scritti difensivi pervenuti da parte del trasgressore, provvedendo alla successiva convocazione dello stesso;
  3. trasmettere il rapporto, secondo le modalità di legge, al Prefetto territorialmente competente, in caso di mancato pagamento della sanzione entro il termine di sessanta giorni.

E' compito dei responsabili incaricati:

  1. vigilare sull’osservanza del divieto;
  2. procedere alla contestazione delle infrazioni e verbalizzarle utilizzando gli appositi moduli di contestazione;
  3. trasmettere copia del verbale di accertamento al dirigente Scolastico.

Presupposto dell'accertata violazione è una corretta apposizione dei cartelli informativi da collocarsi in posizione ben visibile e nei luoghi a maggiore concentrazione di soggetti.
In presenza di eventuali difficoltà nell' applicazione delle norme antifumo, i Responsabili possono chiedere la collaborazione del Nucleo Antisofisticazioni Sanità dei Carabinieri.
Le disposizioni di legge e del presente Regolamento devono essere altresì attuate dai concessionari di servizi a favore della Scuola e dai soggetti che utilizzano, a qualunque titolo, gli immobili di proprietà della scuola.

Art. 43.4 – Sanzioni

  1. Così come stabilito dall’art. 189 L.311/2004, i trasgressori sono soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 25,00 a € 250,00 fatti salvi eventuali adeguamenti legislativi, oltre possibili procedimenti disciplinari.
  2. La misura della sanzione è raddoppiata qualora la violazione sia commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o in presenza di lattanti o bambini fino a dodici anni.
  3. Ai sensi dell’art. 8 della legge 584/75, il trasgressore può provvedere al pagamento minimo della sanzione, entro il termine perentorio di giorni 15 (quindici) dalla data di contestazione o della notificazione.
  4. Ai sensi dell’art. 16 e dell’art. 10 (così come modificato dall’art. 96 del DL.gs. 507/1999) della legge n. 689/1981, è ammesso il pagamento nella misura di 1/3 del massimo o del doppio del minimo se più favorevole, nel caso in cui il pagamento avvenga nel termine di giorni 60 (sessanta) dalla notificazione degli estremi della presente contestazione, oltre al pagamento delle spese di accertamento e notifica.
  5. Coloro che, pur essendo preposti al controllo dell'applicazione del presente regolamento, non fanno rispettare le singole disposizioni, sono soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 300 a € 3000. I dipendenti della scuola che non osservino il divieto nei locali dove è vietato fumare possono essere sottoposti a procedimento disciplinare.

 Torna all'elenco articoli

Art. 44 – Divieto di uso di telefoni cellulari

  1. E’ fatto divieto a chiunque di utilizzare telefoni cellulari durante qualunque attività didattica, fatta eccezione per l’uso degli stessi, previo consenso dell’insegnante, a fini strettamente didattici quali registrazione audio delle lezioni, proiezione o registrazione video sotto la guida del docente. Si ribadisce che immagini e video non possono essere realizzati e/o divulgati senza l’autorizzazione dei soggetti coinvolti.

 Torna all'elenco articoli

Art. 48 – Disposizioni generali

  1. I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all'interno della comunità scolastica.
  2. La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni. Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto.
  3. In nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente manifestata e non lesiva dell'altrui personalità.
  4. Considerata la funzione educativa dell’istituzione scolastica e preso atto che essa deve favorire la formazione di un cittadino maturo e consapevole delle proprie responsabilità, non saranno prese in considerazione infrazioni disciplinari segnalate in forma anonima.
  5. L’irrogazione di sanzioni a carico dello Studente ha rilevanza nella determinazione del voto di condotta e, segnalando una mancanza di partecipazione attiva e responsabile all’attività dell’Istituto, può incidere sulla graduazione del credito formativo.
  6. Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate alla infrazione disciplinare e ispirate, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno. Allo studente può essere offerta la possibilità di convertirle in attività in favore della comunità scolastica.

 Torna all'elenco articoli

Art. 49 – Mancanze disciplinari
1.  I comportamenti contrari ai doveri di cui al presente Regolamento e in modo specifico all’art. 12, nonché al Patto di corresponsabilità, configurano mancanze disciplinari. In particolare costituiscono mancanze disciplinari i seguenti comportamenti:

     

a – frequenza saltuaria
a1 – assenze non giustificate (cfr. art. 25 comma 2/c)
a2 – superamento del limite massimo di entrate e/o uscite fuori orario previste dal presente Regolamento (cfr. art. 25, comma 3)
b – mancanza del materiale didattico occorrente
b1 – mancata esecuzione dei compiti assegnati per casa
b2 – mancato rispetto delle consegne a scuola
c – tenere accesi il telefonino o altri apparecchi elettronici
c1 – uso improprio di apparecchiature digitali con violazione della privacy
c2 – uso improprio di apparecchiature digitali durante lo svolgimento di verifiche
d – disturbo delle attività didattiche
d1 – linguaggio irriguardoso e/o offensivo verso gli altri
e – sporcare l'ambiente scolastico
e1 – danneggiamento di materiali, arredi, strutture
e2 – atti di vandalismo
f – violenze psicologiche verso gli altri
f1 – violenze fisiche verso gli altri
f2 – compromissione dell'incolumità delle persone
g – inosservanze gravi e intenzionali delle norme di sicurezza
h – furto
i – detenzione di armi o materiali esplosivi
l – detenzione di sostanze stupefacenti anche per uso personale
m – falsificazione o alterazione dei documenti scolastici

2. In caso di mancanze disciplinari, gli organi di cui all’art. 52 valutano l’opportunità di irrogare le sanzioni di cui all’art. 51.
3. In caso di recidività i medesimi organi valutano l’opportunità di irrogare la sanzione di grado immediatamente superiore.

Torna all'elenco articoli

Art. 50 – Sanzioni
1. Le violazioni ai doveri disciplinati dal presente regolamento danno luogo, nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità, alle seguenti sanzioni:

     
  • Richiamo verbale
  • Ammonizione scritta sul registro di classe
  • Consegna da svolgere a casa
  • Consegna da svolgere a scuola
  • Non ammissione alla lezione
  • Sequestro del telefonino o di altri apparecchi il cui uso è vietato e consegna degli stessi alla famiglia
  • Esclusione dalle attività didattiche che si svolgono fuori della scuola (viaggi di istruzione ecc.)
  • Allontanamento dalla scuola fino a 15 giorni
  • Allontanamento dalla scuola oltre i 15 giorni
  • Allontanamento dalla scuola con esclusione dallo scrutinio finale e non ammissione all’Esame di Stato

2.   Per le mancanze di cui all’art. 50 comma 1 lettere e - e1 - e2, lo studente è tenuto a pagare il danno o a pulire gli ambienti in orario extrascolastico o durante la ricreazione.
3.   Il risarcimento del danno è regolamentato dall’art. 29. Il risarcimento in sé considerato non costituisce una sanzione, ma risponde a fini funzionali ed educativi.

Torna all'elenco articoli